I FONDAMENTI DELLA FEDE CRISTIANA |
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Il primo culto descritto dalle Scritture fu quello di Caino ed Abele, i quali offrirono come sacrificio a Dio i prodotti del loro lavoro; Caino offrì parte del suo raccolto ed Abele parte del suo gregge (Genesi 4:3-5). Il racconto dice che Dio accettò l'offerta di Abele, ma rigettò quella di Caino. Questo racconto rivela tre insegnamenti molto importanti sul culto. Primo, il culto implica il concetto di "dare". Secondo, un sacrificio offerto secondo la volontà di Dio porterà alla Sua approvazione e benedizione. Terzo, non qualsiasi offerta è accettevole a Dio: così come per gli altri atti del culto, anche il dare, deve avvenire con fede e secondo la Sua volontà (Romani 10:17). EBREI 11:44 "Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio più eccellente di quello di Caino; per essa egli ricevette la testimonianza che era giusto, quando Dio attestò di gradire le sue offerte; e per mezzo di essa benché morto, egli parla ancora". In questa lezione considereremo insegnamenti e racconti sul dare presenti nella Bibbia, parleremo inoltre della nostra responsabilità riguardo il dare e delle benedizioni che ne derivano al presente e per l'eternità. Il Dare nell'Antico TestamentoIl sacrificio e il dare erano integrali al culto di Dio durante il Vecchio Testamento. Abramo, Isacco e Giacobbe offrivano sacrifici animali al Signore. Il popolo d'Israele faceva sia offerte prescritte che libere. La DecimaUna prassi antica era quella di offrire la decima, cioè di dare a Dio la decima parte di ciò che si possedeva. Abramo diede la decima a Melchisedek, il sacerdote di Dio (Genesi 14:18-20; Ebrei 7:1-4). Giacobbe promise di dare a Dio la decima di tutto ciò che Dio gli avrebbe dato (Genesi 28:22). La decima era presente nella Legge di Mosè. Nel brano di Levitico 27:30-33, Dio ordinò di dare la decima dei raccolti e degli animali. LEVITICO 27:30-3330 "Ogni decima della terra, sia dei prodotti del suolo che dei frutti degli alberi, appartiene all'Eterno; è cosa consacrata all'Eterno. La decima era data ai leviti, i quali a loro volta offrivano a Dio la decima di ciò che ricevevano (Numeri 18:21-28). In Deuteronomio 12:5-18, il Signore comandò che le decime, con le altre offerte, dovevano essere portate nel luogo da Lui scelto (Gerusalemme) nella terra d'Israele (vedi anche Deuteronomio 14:22-27). La decima di ogni terzo anno era devoluta ai leviti e ai poveri (Deuteronomio 14:28-29). Gli Israeliti davano in realtà a Dio, molto più della decima. Oltre alle decime comandate, il popolo offriva al Signore durante diverse occasioni, sacrifici richiesti e non. Il Dare nel Nuovo TestamentoNella chiesa primitiva si dava con allegria e generosità, come rivelato dai racconti sulle chiese di Gerusalemme e della Macedonia: ATTI 2:44-4544 "Or tutti coloro che credevano stavano insieme ed avevano ogni cosa in comune.2CORINZI 8:1-4 1 "Ora, fratelli, vi facciamo conoscere la grazia di Dio, che è stata data alle chiese della Macedonia, Autorizzazione al DareL'apostolo Paolo prescrisse ai cristiani di Corinto di dare ciò che potevano, si aspettava infatti di ricevere da loro delle offerte per i fratelli poveri di Gerusalemme. Prima di recarsi a Corinto diede le istruzioni su come raccogliere tali aiuti: 1CORINZI 16:1-21 "Ora, quanto alla colletta che si fa per i santi, fate anche voi come ho ordinato alle chiese della Galazia. Il Giorno del Signore (la domenica), in accordo con questo comandamento apostolico, ogni cristiano rende culto anche tramite un contributo all'opera della chiesa stabilito secondo la sua prosperità. Gli anziani della chiesa usano poi il denaro raccolto per realizzare i progetti che il Signore ha autorizzato (Atti 11:27-30). Una libera offerta, come risulta dal brano di 1Corinzi 16, è l'unico metodo autorizzato presente nel Nuovo Testamento per la raccolta del denaro utile al lavoro della chiesa. Non esiste alcuna altra prassi autorizzata dalla Scrittura, perciò sono in errore i gruppi religiosi che gestiscono affari, vendono beni o intraprendono altre operazioni non autorizzate. Particolarmente reprensibile è la prassi adottata da alcune organizzazioni religiose che utilizzano per raccogliere denaro, gioco d'azzardo, tombole, le lotterie. L'AmministrazionePer sviluppare il giusto atteggiamento nel dare, il cristiano deve rendersi conto di essere un amministratore, non il proprietario, dei beni materiali che sono stati affidati alle sue cure. Un amministratore è colui a cui vengono affidati denaro o beni di un'altra persona. È sua responsabilità aver cura e preservare tali beni, utilizzandoli in modo prudente e accorto affinché aumentino in quantità e valore e siano utili a chi ne è proprietario. Esempi di buoni e cattivi amministratori di trovano nella parabola dei talenti (Matteo 25:14-30), delle mine (Luca 19:12-27), dell'amministratore ingiusto (Luca 16:1-8). Fedeltà e responsabilità sono caratteristiche prioritarie e irrinunciabili del buon amministratore: LUCA 12:42-4442 E il Signore disse: Chi è dunque quell'amministratore fedele e saggio, che il padrone costituirà sui suoi domestici per dar loro a suo tempo la porzione di viveri? Le ricchezze del cristiano fanno parte di ciò che Dio gli ha affidato come Suo amministratore. Il cristiano non deve quindi mai ritenere propri tali beni, deve invece considerarli come ciò che Dio gli ha affidato affinché ne usi nel Suo regno. La preoccupazione principale del cristiano riguardo il denaro e i beni materiali, non deve perciò essere quella di come possa usarli per fini egoistici e mondani, ma come possa impiegarli nel migliore dei modi per l'opera del Signore affinché, quando Dio lo chiamerà a render conto della sua amministrazione, egli sia da Lui approvato e premiato come accadde ai buoni amministratori delle parabole sopra citate. Non importa che il cristiano abbia poche o molte ricchezze, deve comunque usarle in modo prudente e saggio, considerando sempre ciò che il Signore desidera da lui. Dare a Motivo dall'Amore Verso DioIl cristiano è l'adoratore a cui dare porta piacere in quanto sa che compie un atto nei confronti di Dio. Egli perciò dà liberamente e allegramente, motivato dall'amore per il Signore e per la Sua causa. Egli dà felicemente e non di mala voglia perché ama il Signore e vuole servirLo. 2CORINZI 9:77 Ciascuno faccia come ha deliberato nel suo cuore, non di malavoglia né per forza, perché Dio ama un donatore allegro. Il vero adoratore riconosce che tutto ciò che è in suo possesso viene da Dio (Giacomo 1:5 e 17). Di conseguenza intende dimostrare il suo amore nei confronti di Dio tramite un contributo generoso al Suo lavoro. Tale fu l'atteggiamento di Barnaba nel brano di Atti 5:36-37, e della vedova povera lodata da Gesù: MARCO 12:41-4441 E Gesù, postosi a sedere di fronte alla cassa del tesoro, osservava come la gente vi gettava il denaro; e tanti ricchi ne gettavano molto. Al contrario di coloro che davano per essere visti dagli uomini (come anche nel caso degli ipocriti descritti in Matteo 6:1-4 e di Anania e Saffira, in Atti 5:1-11, il vero adoratore dà, perché motivato da un cuore puro e generoso, con umile gratitudine per ciò che Dio ha fatto per lui, ed essendo ansioso di rendere con le sue ricchezze un servizio a Dio. Dare con IntendimentoL'adoratore dà con intendimento, programmando le sue donazioni: 1CORINZI 16:22 Ogni primo giorno della settimana, ciascuno metta da parte per conto suo ciò che può in base alle sue entrate, affinché non si facciano più collette quando verrò.2CORINZI 9:7 7 Ciascuno faccia come ha deliberato nel suo cuore, non di malavoglia né per forza, perché Dio ama un donatore allegro". Di solito chi dà senza pensare dà poco, chi invece dona in maniera oculata, si prepara in maniera appropriata affin di donare la cifra giusta. Il cristiano prudente programmerà anche come destinare le sue ricchezze dopo la sua morte, affinché vengano utilizzate per gli scopi approvati dal Signore. Abbandonare l'Avarizia, Le ricompense dal DareIn una poesia chiamata "The Fairie Queene" ("La Regina delle Fate"), Edmund Spenser descrisse una processione nella quale erano presenti i setti peccati mortali, secondo i teologi del Rinascimento. Uno di questi era l'Avarizia: E l'ingorda Avarizia cavalcava vicino a lui Su un cammello carico sotto il peso dell'oro; Due contenitori di ferro: uno sul lato sinistro e l'altro sul lato destro, Pieni al limite del metallo prezioso, E contava una montagna di monete nel suo grembo; Perché ha reso le ricchezze malvagie il suo dio, E ha venduto per i soldi se stessa all'inferno: L'usura maledetta era il suo mestiere; E il bene e il male nella stessa maniera erano bilanciati. La sua vita era vicina alle porte della morte; E indossava scarpe rappezzate e una giacca consumata, Nemmeno un buon boccone ha gustato in tutta la sua vita, Ma l'ha negato alla sua schiena e al suo stomaco, Per riempire i suoi sacchi, per paragonare le sue ricchezze; Né figlio né parente vivente ella aveva A cui poteva lasciarle; ma che cura completa ogni giorno metteva Per ottenerle e che paura ogni notte che qualcuno prendesse il suo, Ella aveva una vita disgraziata, a se stessa sconosciuta. The Fairie Queene, I.iv.26-27. Qui Spenser rappresenta lo stato a cui l'uomo arriva se permette al desiderio per il denaro e per le cose, di consumarlo. Le Scritture contengono molti avvertimenti solenni sulle sventure causate alla vita dell'uomo e alla sua anima dall'avidità del denaro e delle ricchezze,: DEUTERONOMIO 8:10-1410 "Mangerai dunque e ti sazierai, e benedirai l'Eterno, il tuo Dio, a motivo del buon paese che ti ha dato.MATTEO 6:24 24 Nessuno può servire a due padroni, perché o odierà l'uno e amerà l'altro; oppure sarà fedele all'uno e disprezzerà l'altro; voi non potete servire a Dio e a mammona.MATTEO 19:24 24 E ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio.LUCA 12:15 15 Poi disse loro: 'Fate attenzione e guardatevi dall'avarizia, perché la vita di uno non consiste nell'abbondanza delle cose che possiede'.1TIMOTEO 6:9-10 9 Ma coloro che vogliono arricchirsi cadono nella tentazione, nel laccio e in molte passioni insensate e nocive, che fanno sprofondare gli uomini nella rovina e nella distruzione. Le Scritture ci dicono di mettere i nostri valori nelle cose spirituali e di usare le nostre ricchezze in modo saggio per il lavoro del Signore. Se così faremo, saremo beati al presente e nell'eternità: MATTEO 6:19-2119 Non vi fate tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine guastano, e dove i ladri sfondano e rubano,1TIMOTEO 6:6-8 6 Ora la pietà è un mezzo di grande guadagno, quando uno è contento del proprio stato.1TIMOTEO 6:17-19 17 Ordina ai ricchi di questo mondo di non essere orgogliosi, di non riporre la loro speranza nell'incertezza delle ricchezze, ma nel Dio vivente, il quale ci offre abbondantemente ogni cosa per goderne Che ognuno di noi abbia il giusto e saggio atteggiamento verso il denaro e le cose che possiede, affinché possa amministrarle in modo corretto ed usarle per il lavoro del Signore ricevendone l'approvazione quando questo breve tempo del nostro possesso sarà divenuto storia. |
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